La manifestazione di oggi 10 Novembre a Bari rappresenta per noi medici di Continuità Assistenziale una tappa del cammino che abbiamo deciso di intraprendere il 18 settembre 2017, la notte in cui una di noi è stata barbaramente aggredita presso la sede di guardia in cui prestava servizio. FIMMG ha chiesto una azione forte ed il Ministro della Salute ha annunciato l’invio degli ispettori per verificare la sicurezza delle Sedi e FIMMG le ha consegnato, durante il Congresso Nazionale, un dossier che aveva raccolto in pochi giorni più di 400 segnalazioni da colleghi di tutta Italia. Moltissime dai medici pugliesi che continuano a pagare un prezzo troppo alto.

Abbiamo scritto ai Direttori di tutte le ASL chiedendo di verificare se sono rispettate le norme in tema di sicurezza. Mentre alcune ASL hanno dimostrato un’iniziale attenzione al tema, molte altre fanno orecchie da mercante. Per questo oggi, accanto ai Medici pugliesi, manifesteremo l’insoddisfazione e la paura di una intera categoria medica non più disposta a lavorare nell’insicurezza pagando sulla propria pelle per le inadempienze di chi dovrebbe tutelarli.
Questo è il tema dominante della manifestazione del 10 novembre e non potevamo non esserci. Da anni, non solo da adesso, noi medici di Continuità Assistenziale chiediamo maggiori tutele per la sicurezza delle cure, la sicurezza dei pazienti e la nostra sicurezza. Da anni denunciamo il pericolo di sguarnire e rendere pericolosi i punti dove più spesso è in gioco la vita umana. Da anni chiediamo di mettere fine ai ciechi tagli lineari in campo sanitario. Quotidianamente siamo sottoposti a minacce, aggressioni fisiche, insulti ormai all’ordine del giorno.
Negli ambulatori di Guardia Medica si registra un'escalation di violenza contro i medici, alla quale assiste immobile chi governa la Sanità, in barba ai contratti di lavoro secondo i quali l’ASL “garantisce che le sedi di servizio siano dotate di idonei locali, di adeguate misure di sicurezza”.

Tutte le sigle sindacali che oggi aderiscono alla manifestazione chiedono risposte concrete al senso di abbandono, disagio e rabbia che vivono i medici, in prima linea nei presidi decentrati e nelle sedi di CA abbandonate, denunciando il grave e perdurante disagio causato ai cittadini dovuto a politiche che hanno il solo obiettivo del risparmio economico.
Dignità e sicurezza non sono negoziabili.

Esecutivo Nazionale FIMMG CA

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