Dal 17 settembre FIMMG CA Abruzzo dichiara lo stato di agitazione, una protesta che nasce dalla richiesta da parte della Corte dei Conti abruzzese alla Regione Abruzzo di chiarimenti in merito all’erogazione dell’”indennità di rischio” previste nell’Accordo Integrativo Regionale.

Nello specifico la Corte dei Conti contesta che tale voce dell’AIR 2006 sia in contrasto con quanto disciplinato nell’Accordo Collettivo Nazionale del 2005 che prevede un compenso orario omnicomprensivo. Ovviamente tale interpretazione non tiene conto degli altri articoli presenti nello stesso ACN, che prevedono l’erogazione di indennità aggiuntive contrattualizzate con la regione, anche in termini di indennità di processo e di struttura.

In tale scenario, agli MCA abruzzesi è stata richiesta la restituzione della suddetta indennità alla Regione, che tempestivamente (peccato che non sia mai altrettanto tempestiva nel mettere in sicurezza le sedi di CA) ha attivato la richiesta di recupero delle indennità, eventualmente da recuperare anche a carico degli eredi dei medici di CA. Ogni professionista è oggi chiamato alla restituzione di migliaia di euro, per i quali ha lavorato, ha corso rischi e spesso ha prestato la propria opera anche quando a fronte di questo servizio non era previsto alcun emolumento aggiuntivo, ha tamponato le carenze di altri servizi con il proprio operato nel silenzio del lavoro quotidiano.

Queste sono le ragioni che hanno costretto i Medici di Continuità Assistenziale abruzzesi a dichiarare lo stato di agitazione a decorrere dal 17 settembre 2017, chiedendo la rigorosa applicazione dell’ACN.

FIMMGCA nella sua interezza è pienamente solidale con i colleghi dell’Abruzzo.

#IoSonoAbruzzese

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